"Nessuno ha un amore più grande di questo:
dare la vita per i propri amici"

"Nessuno mi toglie la vita.
Io la do da me stesso.
Ho il potere di darla,
e ho il potere di riprenderla"
"Dio esiste?":questo è l'interrogativo più importante e più profondo che l'uomo può porsi.Dire che non si debba pensare a Dio equivale a "dire che non si debba pensare.In effetti gli animali non lo fanno:se ne restano fermi,essi,all'apprensione sensibile[...]e perciò non hanno alcuna religione"(G.W.F. Hegel).
Ma il naturale slancio della ragione che costantemente si innalza verso l'infinito è l'elemento che più profondamente caratterizza l'essere umano.Spesso mi chiedo come possano,tante persone,vivere nella più completa indifferenza rispetto a questo argomento,che invece dovrebbe essere al centro dell’attenzione di tutti!A ben ragionare,infatti,ci rendiamo subito conto della serietà della questione:SIAMO SOLO DI PASSAGGIO!
Ciò che resta da vedere è se la vita sia effettivamente “un ponte tra due nulla” come disse l’esistenzialista Camus,o se i nostri occhi si riapriranno,dopo la morte.E se è così,cosa o Chi,ci ritroveremo dinanzi?Non è forse presumibile che in tal caso dovremo rendere conto di ogni istante della nostra esistenza?Siamo gettati nella vita,su uno dei tanti pianeti dell’intero universo come il risultato del caso cieco,o siamo il frutto di un progetto d’amore?
Perchè il Cristianesimo è il solo,vero fondamento della nostra esistenza...
E Gesù Cristo è
" Il Signore rispose a Giobbe di mezzo al turbine:
[...] Dov'eri tu quando io ponevo le fondamenta della terra? Dillo,se hai tanta intelligenza!
Chi ha fissato le sue dimensioni,se lo sai,o chi ha teso su di essa la misura?
Dove sono fissate le sue basi,o chi ha posto la sua pietra angolare,mentre gioivano in coro le stelle del mattino e plaudivano tutti i figli di Dio?
[...] Il censore vorrà ancora contendere con l'Onnipotente? "
(Giobbe 38,1 - 40,2)

L'esistenza di Dio
In questo blog la parola "Verità"(con la V maiuscola) appare con grande frequenza;con questo termine ci si riferisce all'Essere per eccellenza,l'unica,vera Sostanza(da "substantia",ciò che sorregge)che è alla base di tutto.Stiamo parlando,insomma,di Colui che S.Tommaso D'Aquino definisce l'Essere Necessario:tutto ciò che è presente in natura,noi stessi compresi,può essere,ma può anche non essere;nessuno di noi è necessario.Chi,invece,"è" necessariamente?Dio.Lui soltanto possiede la vita indipendentemente da tutto.
Ora,tutte le considerazioni che sono e saranno fatte in questo blog,partono da un presupposto:Dio esiste.
Si badi bene che non si tratta di un assioma,cioè di una affermazione indimostrabile che bisogna necessariamente dare per certa e alla quale si deve prestare fede cieca,ma l'esistenza di Dio è un fatto che può essere dimostrato da elementi razionali!Per certi aspetti la stessa scienza supporta questa tesi,e infatti il mio obiettivo è proprio quello di presentare tutte le argomentazioni possibili(in gran parte di carattere scientifico) per dimostrare la estrema ragionevolezza di tale presupposto.Quindi,si badi bene,non intendo affatto parlare di prove sperimentali,che cioè forniscono la certezza matematica dell'esistenza di Dio(se così fosse,non esisterebbero atei);stiamo parlando piuttosto,di elementi razionali che si pongono a sostegno della fede:infatti,se è possibile portare argomenti scientifici in favore della tesi dell'esistenza di Dio,non è possibile fare altrettanto per dimostrarne l'inesistenza.
Al di là delle prove razionali,poi,disponiamo di verità,quelle di fede,che pur non essendo dimostrabili sono altamente credibili!Ma questo argomento sarà trattato più in là.
Sono 3 le argomentazioni fondamentali che possiamo portare a sostegno della tesi dell'esistenza di Dio.Le possiamo definire in tre concetti:
-Il principio di causalità
-L'ordine naturale delle cose
-La condizione esistenziale dell'uomo
Per esigenze di sistematicità dedicheremo un post ad ognuna delle tre.
Per ragioni di onestà intellettuale è bene che il lettore tenga presente che si tratta di argomentazioni da considerare globalmente,cioè nel loro insieme,poichè in questo modo acquistano una straordinaria forza persuasiva:infatti con un tale approccio notiamo che le tre prove forniscono risposte su più fronti,e alla fine l'ipotesi che si intende dimostrare(l'esistenza di Dio)risulta praticamente inattaccabile,dal momento che non è possibile scardinare tutte le argomentazioni.
- Principio di causalità -
S.Tommaso nella sua Summa Theologiae dedica poche righe alla dimostrazione dell'esistenza di Dio,non disponendo di tutte le conoscenze che abbiamo noi a riguardo;poche,ma efficaci considerazioni.Tutte le cose esistenti in natura sono soggette al moto:gli elementi sono mossi dai corpi celesti,e tra questi ultimi quelli inferiori sono mossi da quelli superiori;ora,ciò che è mosso da qualcos'altro è da considerare come uno strumento.Ma se ogni cosa è mossa da un'altra,non è possibile andare indietro in questo processo all'infinito,altrimenti tutti gli infiniti mossi e moventi sarebbero strumenti nelle mani del nulla!Un pò come se esistessero gli attrezzi senza che esista il falegname che li ha costruiti.
Ecco perchè il filosofo forgia la definizione di Essere Necessario,Colui che non dipende da nulla e da cui tutto dipende,la Causa incausata,il Principio senza principio.
Al giorno d'oggi,con tutte le scoperte scientifiche che ci sono state,S.Tommaso andrebbe in un brodo di giuggiole!
Abbiamo chiarito il concetto filosofico del principio di causalità,ora viene la parte più interessante.
L'universo esiste:è un dato di fatto.Sono tre le possibilità che si prospettano circa la sua origine:
-l'universo si è fatto da sè
-l'universo è eterno
-l'universo è il risultato di una causa prima
1)La prima ipotesi è facilmente confutabile in quanto non è possibile per un ovvio principio logico,oltre che per precise leggi fisiche,che ciò che non esiste possa auto-generarsi dal nulla!!
Anche se si volesse sostenere che il nostro universo è venuto fuori da una dimensione parallela,rimarrebbe comunque irrisolto il problema dell'origine della materia in quell'altra dimensione;quindi anche la teoria dei "multiversi" (secondo la quale il nostro sarebbe solo uno dei tanti universi esistenti) non rappresenta affatto una minaccia al principio di causalità.Si dica lo stesso riguardo alla tanto esaltata teoria delle stringhe (che fra l'altro in venti anni di ricerche non ha prodotto nemmeno un risultato sperimentale).
Recentemente alcuni scienziati hanno formulato varie teorie secondo le quali il cosmo sarebbe letteralmente nato dal nulla:e una simile prospettiva non fa altro che avvalorare la nostra tesi,proprio per il fatto che dal nulla non può venir fuori nulla!
Ne deriva che l'unica spiegazione ragionevole per giustificare l'origine della materia risiede in una Causa prima che si ponga al di fuori della dimensione spazio-temporale e quindi ne trascenda i limiti:una Causa costituita da ciò che comunemente definiamo "sostanza spirituale".
2)Quanto detto sopra però,non esclude che la materia possa essere eterna;in tal caso non ci sarebbe bisogno di chiamare in causa un "Agente soprannaturale".Contro quest'argomento disponiamo di due ordini di considerazioni:le prime di carattere filosofico.
"Eterno" vuol dire fuori dal tempo;qualcosa cioè,che non subisce le conseguenze del fattore cronologico,in una parola:immutabile.Le conseguenze del tempo le conosciamo bene:esso trascorre e le cose mutano;gli esseri viventi nascono,crescono e muoiono,gli oggetti deperiscono ecc.
Volendo dunque partire dal presupposto di una materia eterna,com'è possibile che questa sia contemporaneamente fuori dal tempo e immutabile,e dentro il tempo e mutevole??
La seconda categoria di considerazioni ha invece basi scientifiche.Qui il discorso si fa veramente complesso,ed è proprio in merito a quest'argomento che la scienza ha dato il meglio di sè in meno di mezzo secolo;per l'esattezza dagli anni '20 agli anni '60.Prima di parlare delle relative scoperte,però,è molto interessante aprire una parentesi introduttiva.
Il paradosso di Olbers:
Nel 1826 l'atronomo tedesco Heinrich Wilhelm Olbers pose la comunità scientifica dinanzi ad un paradosso,oggi noto,appunto,come il paradosso di Olbers;in realtà già Keplero nel 1610 lo aveva teorizzato.
Bisogna dare per presupposti 3 dati:
-che l’universo abbia un’estensione infinita
-che l’universo esista da sempre e sia immutabile
-che l’universo sia isotropo,cioè che le stelle siano disposte uniformemente nello spazio.Questi punti erano tacitamente accettati dalla cosmologia del tempo.Sulla base di questi presupposti Olbers formulò un interrogativo paradossale:com’è possibile che di notte il cielo sia buio,nonostante l’infinità di stelle presenti nell’universo?In una situazione del genere infatti,se un osservatore punta lo sguardo in una direzione qualunque del cielo,può guardare nello spazio tra tutte le stelle,ma ci saranno sempre altre stelle più lontane,e così via,fino a che si incontrerà inevitabilmente la superficie luminosa di una stella;per questo motivo l’intero cielo dovrebbe brillare con la stessa intensità della superficie stellare e lo stesso sole non si distinguerebbe dallo sfondo.L’obiezione ovvia che viene alla mente è che le stelle più lontane debbano apparire meno luminose,quindi tutto il ragionamento fatto sinora sembrerebbe completamente irrealistico.Invece è proprio questa obiezione,che sembra così saldamente ancorata alla logica,a non avere alcun fondamento scientifico!Infatti è stato provato con precisi calcoli matematici(quindi senza possibilità di errore,essendo la matematica una scienza esatta)che se la situazione fosse come quella descritta,il cielo sarebbe completamente luminoso giorno e notte!Sono state sollevate altre obiezioni,scientificamente plausibili,ma sono tutte cadute.Il paradosso in riferimento all’ipotesi dell’eternità dell’universo,resta tale(chi ne vuole sapere di più trova maggiori dettagli,tra cui i relativi calcoli matematici,su wikipedia).
Ma il vero smacco ai sostenitori della tesi in esame è arrivato,in doppia battuta,nel novecento.
La legge di Hubble:
Nel 1929 l'astronomo americano Edwin Hubble fece una scoperta epocale:per prima cosa osservò che le stelle non sono uniformemente distribuite nello spazio,ma sono raccolte in vasti insiemi che chiamiamo galassie(e questo confuta l'ipotesi dell'universo isotropo).Misurando la luce delle galassie Hubble poteva determinare la loro velocità,oltre che la direzione del loro spostamento;ci si aspettava che tante galassie si muovessero verso di noi quante se ne allontanassero:questo avverrebbe in un universo che non cambia nel tempo.Ma confrontando le distanze delle galassie più vicine al nostro sistema solare con la loro velocità di spostamento,lo scienziato scoprì non solo che quasi tutte le galassie si allontanano da noi, ma anche che esiste una relazione lineare tra le due grandezze(distanza e velocità);che tradotto in un linguaggio adatto a noi comuni mortali,significa che l'universo è in espansione(e questo confuta l'ipotesi dell'eternità).Le galassie si allontanano gradualmente da noi,e quanto più sono lontane,tanto più si spostano velocemente.Inoltre numerosi altri studi anche più recenti hanno confermato che l'espansione dell'universo è in accelerazione.Ora,se il cosmo è in espansione,e le galassie si allontanano le une dalle altre,logica vuole che questo movimento sia la conseguenza di un meccanismo originario che ne ha determinato la propulsione;è una situazione analoga a quanto avviene in un'esplosione:l'unico corpo iniziale,per effetto della deflagrazione,si frantuma in tante schegge che vengono proiettate in tutte le direzioni.Questo vuol dire che le galassie che oggi osserviamo muoversi devono provenire tutte da un unico principio,come da un densissimo agglomerato di materia che,esplodendo,ha dato vita all'universo che conosciamo:il famoso Big-Bang.
Capirete bene,che riconoscere che il cosmo ha avuto un principio,significa indurre ogni persona di buon senso a domandarsi:da dove ha avuto origine?Dal nulla?Qual è la causa prima,il motore immobile?Insomma per evitare di dover rispondere a questi imbarazzanti quesiti,un gruppo di astronomi guidato dal britannico Fred Hoyle,nel 1948 entrò nel dibattito illustrando una teoria tanto disperata quanto originale:la teoria dello stato stazionario.Si cercò di conciliare l'espansione dell'universo con la sua(ipotetica)eternità e si disse:in realtà il cosmo non ha avuto un inizio perchè mentre le galassie si allontanano se ne formano altre da materia che si suppone continuamente creata dall'universo.Questo sarebbe esistito sempre e sarebbe apparso identico in qualsiasi epoca,cioè sempre in espansione.Già l'assunto dell'auto-generazione di materia non convinceva neanche un pò,ma di lì a un decennio ci sarebbero state due scoperte consecutive che avrebbero posto definitivamente fine al dibattito in favore della teoria del Big-Bang.
La radiazione cosmica di fondo:
Nei primi anni '60 un gruppo di radioastronomi di Cambridge diretto da Martin Ryle eseguì una ricerca di radiosorgenti deboli:le osservazioni mostrarono un elevato numero di sorgenti deboli uniformemente distribuite nel cielo,il che indicava che la loro intensità fosse nettamente maggiore in passato;poi nel 1965 arrivò la conferma definitiva del fatto che l'universo ha avuto un'origine "molto densa":si tratta della scoperta della radiazione cosmica di fondo.Le osservazioni mostrarono un debole fondo di microonde che attraversa lo spazio;sono le stesse dei nostri forni a microonde,solo molto ma molto più deboli.La sola ragionevole interpretazione del fondo -afferma Stephen Hawking- è che la radiazione sia partita da uno stato molto caldo e molto denso.Man mano che l'universo si è espanso la radiazione si deve essere raffreddata fino a diventare il debole residuo che osserviamo oggi.
E questo è stato il colpo di grazia inferto dall'evidenza empirica alle stravaganti teorie di alcuni membri della comunità scientifica.
3)Escluse le prime due possibilità,l'unica a rimanere in piedi è proprio quella che ci interessa:l'universo ha avuto un principio,il che rimanda necessariamente ad una causa.A questo punto vorrei segnalare io un paradosso davvero incredibile:in realtà serve molta più fede per essere atei che credenti!Come ha detto il famoso scienziato Antonino Zichichi:"Chi sceglie l'ateismo fa un atto di fede: nel nulla".Possiamo fare questo esempio:Se dicessimo a un ateo che all'improvviso dinanzi a noi comparirà un oggetto,costui ci prenderebbe per pazzi,e non a torto.Ma dov'è il paradosso?L'ateo non crederebbe mai che dal nulla possa venir fuori un oggetto,mentre crede che dal nulla possa venir fuori l'intero universo!
Il principio di indeterminazione:
L'attacco forse più forte che è stato mosso contro il principio di causalità,è rappresentato dal principio di indeterminazione,formulato dal fisico tedesco Werner Heisenberg nel 1927. Tale principio afferma l'impossibilità,a livello quantistico(la meccanica quantistica è quella branca della fisica che studia la dinamica dei sistemi atomici e subatomici),di poter misurare con precisione arbitraria coppie di grandezze fisiche complementari come tempo ed energia o posizione e velocità.Ci si riferisce ad una vera e propria indeterminazione costitutiva del mondo subatomico,intendendo che la realtà osservabile è diversa da quella effettivamente esistente;in pratica si è scoperto che mentre a livello subatomico la realtà appare intrinsecamente indeterminata,a livello macroscopico rimane pur sempre deterministica.Fuor di linguaggio scientifico,questo significa che la validità del nesso causa-effetto che è tanto evidente agli occhi di un osservatore comune,diventa molto più labile agli occhi del microscopio;di solito per spiegare il concetto si usa questo esempio:è certo che sparando un proiettile contro una finestra il vetro andrà in frantumi(causa-effetto);a livello quantistico però osserviamo che alcune particelle appartenenti alla materia del proiettile non seguono precisamente la traiettoria,ma deviano verso un’altra direzione.L’effetto sarà in ogni caso la rottura del vetro(a livello macroscopico),ma i fenomeni fisici riservano delle sorprese quando si scende più in profondità(a livello subatomico).Fondamentalmente è questo che si intende per “indeterminazione”:non possiamo conoscere con esattezza come si comporta la materia sul piano infinitesimale.Va subito precisato che il principio di indeterminazione come formulato da Heisenberg,ha il merito di far capire interessanti risvolti della dinamica del mondo subatomico;è l'interpretazione che del principio ha dato Niels Bohr,che ne consente un'applicazione antirealistica,finalizzata a negare la possibilità di qualsiasi rapporto causale.Con la sua "interpretazione di Copenaghen",Bohr ha spianato la strada ad una errata concezione filosofica della realtà materiale:numerosi sono infatti attualmente i pensatori che hanno decretato l’invalidità del principio di causalità,proprio partendo dalle speculazioni relative a questa scoperta scientifica.Famoso è il caso del filosofo Antimo Negri che ha affermato addirittura:“[…] Attraverso la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la nullità del principio di causalità”;in pratica la fisica non riguarderebbe l'essere di per sè,cioè la materia in se stessa,ma solo gli aspetti quantitativi delle cose che già esistono.Un ragionamento di questo tipo,portato alle estreme(neanche tanto estreme)conseguenze,induce a sostenere che una realtà non esiste solo perchè non è perfettamente misurabile;cosa che scientificamente è inaccettabile.In pratica si vuole affermare che la materia attualmente esistente non abbia necessariamente avuto bisogno di una causa generatrice per nascere,solo perchè nella sua struttura non è esattamente quantificabile.Non si può dire che non esistono tutti quei processi causali che non sono misurabili:questo è un approccio filosofico nei confronti della realtà,che prescinde totalmente dalle osservazioni scientifiche;dunque che validità può avere?
Trasformare il concetto di indeterminazione in un principio che consenta di partire dal discorso fisico per accedere a quello meta-fisico,è un gravissimo errore metodologico:si pretende di ragionare e arrivare a conclusione su due piani completamente diversi!
Riferimenti bibliografici:
- "Somma Teologica" Tommaso D'Aquino
- Ordine naturale -
Abbiamo esaurito il discorso circa le origini dell'universo:è ormai acclarato che viviamo in un cosmo che ha avuto un principio,il cosiddetto Big-Bang.Tuttavia recentemente qualche scienziato è tornato ad attaccare la teoria del "grande scoppio",asserendo la sua improbabilità più sulla base di congetture che di osservazioni vere e proprie.Fatto sta che nessuno riesce a portare argomentazioni convincenti a sostegno di tale tesi.
Ma il bello è che anche qualora venisse provato che il cosmo abbia avuto un'origine diversa,o addirittura che sia eterno (!),non sarebbe comunque possibile parlare di "prova scientifica dell'inesistenza di Dio".Infatti,e con questa considerazione introduciamo l'argomento del post,non si può prescindere dal fatto che la materia presenta una struttura intrinseca assolutamente ordinata.Il concetto di "ordine" comporta che in una serie di elementi,alcuni di essi siano predisposti come mezzo-a-fine per l'esistenza o la sussistenza di altri;e il predisporre un mezzo per raggiungere un fine è una prerogativa dell'intelligenza,la quale rimanda ad un essere vivente!Il finalismo della natura è un dato di fatto,sia che l'universo abbia avuto un inizio nel tempo,sia che lo si dica eterno:bisogna necessariamente fare riferimento ad una causa ordinatrice.A questo punto qualcuno potrebbe dire:"E che bisogno c'è di tirare in ballo Dio?Questa mente superiore potrebbe tranquillamente essere un alieno dotato di poteri straordinari!";beh,questa sarebbe un'obiezione davvero disperata!La classica frase pronunciata pur di andare contro...
Infatti come potrebbe un essere materiale,e quindi limitato,determinare l'ordine di un universo che esiste da prima di lui ed è infinitamente più grande?
Inoltre un'ipotesi di questo tipo dovrebbe confrontarsi con un altro interrogativo fondamentale:questo "alieno" esiste da sempre?Se diamo una risposta negativa,il problema rimane irrisolto(perchè non abbiamo trovato il Motore Immobile);se diamo una risposta affermativa,allora perchè non chiamarlo con il nome che gli è proprio,e cioè "Dio" invece di "alieno"?
A ciò si aggiunga tutta una serie di argomenti che nel loro insieme sono sicuramente più ragionevoli di simili obiezioni:a partire dalla Rivelazione,quindi la vita di Gesù Cristo e la storicità dei vangeli canonici,per arrivare alle prove della Resurrezione e ai tanti Segni soprannaturali che testimoniano l'autenticità del Cristianesimo.Ma di questo si parlerà molto più avanti.Ora torniamo al punto di partenza.
Va comunque ricordato che il Big-Bang è da considerare come la nascita dello spazio,ma anche del tempo stesso!Con il grande scoppio ha avuto inizio l'intera dimensione spazio-temporale,così come ha sottolineato lo scienziato Stephen Hawking:non ha senso domandarsi perchè l'universo ha impiegato tanto tempo a nascere,perchè in realtà prima dello scoppio non esisteva nè materia nè tempo;si tratta della dimensione dell'eternità,cioè del "fuori dal tempo".
La seconda categoria di prove in favore dell'esistenza di Dio è quella relativa all'ordine naturale,al fatto cioè,che tutto ciò che è presente in natura è finalizzato.Con questa espressione intendiamo dire che noi viviamo in un mondo che è un'enorme macchina complessa e programmata in cui tutto ciò che la natura produce risponde ad un fine ben preciso:consentire e favorire la vita!L'obiezione che si potrebbe sollevare in questo caso è la seguente:non è possibile che tutto ciò che esiste sia il frutto del caso cieco?Non è possibile che l'universo abbia avuto inizio per caso e solo dopo la sua nascita casuale si sia innescata una serie di meccanismi dominati dalle leggi fisiche?No.Non è possibile.La scienza ci fornisce sempre più argomenti per poterlo affermare.Risponderemo anche a questo interrogativo,ma andiamo con ordine.
Tre sono le evidenze scientifiche che confermano la tesi dell'ordine naturale:
-la materia è finalizzata
-la natura è finalizzata
-gli esseri viventi sono finalizzati
1)Tutta la materia(e per materia intendiamo qualsiasi cosa:dal
filo d'erba,agli esseri umani,ai più remoti pianeti dell'universo)è composta da atomi.L'atomo più semplice che esiste in natura è l'atomo di idrogeno:è costituito da un protone che ne forma il nucleo e da un elettrone che gli orbita attorno.Beh,finanche questo microscopico elemento ci consente di sbalordirci dinanzi al Creato:l'atomo riproduce nell'infinitamente piccolo i movimenti degli astri del nostro sistema solare!A questo,già di per sè sorprendente,si aggiunga che nel 1869,il geniale scienziato russo Dmitrij Mendeleev,studiando la struttura degli atomi,dichiarò:"Sono perfettissimi e rispecchiano un disegno intelligente",tant'è che sono catalogabili in base al numero dei loro protoni.Procedendo negli studi poi,Mendeleev giunse ad elaborare il "sistema periodico degli elementi",una vera e propria catalogazione.
2)La seconda evidenza è che la Terra è finalizzata:essa infatti si trova in una posizione privilegiata all'interno del nostro sistema solare.Guarda caso è l'unico pianeta sul quale è possibile la vita.La Terra ruota attorno al sole alla distanza media di 150 milioni di kilometri;a questa distanza la temperatura al suolo è di 20°.Su Venere è di 380° e su Marte di -30°.
Ma la cosa più stupefacente è che anche trovandosi alla giusta distanza dal sole,la Terra senza un ulteriore "aiuto" non potrebbe consentire la vita:ci riferiamo all'insieme di gas benefici presenti sul nostro pianeta,che non solo consentono la vita,ma la favoriscono!Sugli altri pianeti,al contrario,esistono gas velenosi.Senza parlare degli effetti visivi a dir poco meravigliosi che tali gas producono:se non avessimo l'atmosfera,non esisterebbero l'alba,il tramonto,l'aurora boreale,quegli splendidi colori che possiamo ammirare all'orizzonte!E di conseguenza non esisterebbero le loro immagini ritratte:quadri,fotografie,riprese cinematografiche;senza l'atmosfera si farebbe giorno in un attimo,all'improvviso,senza il graduale cambiamento di colori del cielo,con tutte le sue splendide sfumature;e altrettanto per la notte,buio improvviso,proprio come accade sulla Luna.Sembra quasi che il Creatore si sia divertito ad inserire tante meraviglie nella natura...

3)Senza alcun dubbio però,l'esempio più alto di finalizzazione,di ordine,di programmazione,della natura,è rappresentato dagli esseri viventi.L'argomento rimanda necessariamente alla questione di come sia apparsa la vita sulla Terra.
-Secondo Darwin e gli evoluzionisti la vita si è prodotta dalla materia non-vivente e per puro caso.
-L'alternativa possibile è che la vita sia il risultato di una programmazione intelligente ad opera di un Progettista.
Ricordiamo innanzitutto che Charles Darwin viene fatto passare per un grande scienziato innovatore quando in realtà il suo pensiero è più filosofico che scientifico:l’idea di evoluzione dell’uomo dalla scimmia era stata già avanzata nel ‘500 dal filosofo Giulio Cesare Vanini al quale si rifà Darwin.E soprattutto si tratta di una teoria non solo indimostrata,ma alla luce delle più recenti scoperte scientifiche anche irragionevole. Del resto lo stesso Darwin,che non intendeva ammettere il finalismo della natura,si disperava dinanzi alla sua perfetta finalizzazione,osservando il ciclo fogliare (che consente alle foglie di ricevere la massima luce possibile in base alla disposizione sullo stelo) e scrisse ad un suo collega:“Se non vuoi che impazzisca e muoia di morte miserabile,dimmi perché il ciclo fogliare ha sempre un angolo di 1\2, 1\3, 2\5, 3\8, e mai un altro!”.Inoltre e soprattutto,pochi sanno che il padre dell'evoluzionismo giunse a formulare questa teoria partendo da un ragionamento (non scientifico) completamente errato sul piano logico:dal momento che l'uomo con la selezione naturale riesce,ad esempio,a migliorare la razza di un cavallo o a produrre varie specie di rose,sarebbe plausibile ritenere che in milioni di anni,casualmente e gradualmente,da un'unica forma di vita primordiale si siano sviluppate tutte le altre.
Tuttavia Darwin non tiene conto di due fattori:
- innanzitutto la selezione naturale è guidata da un essere intelligente qual è l'uomo,e quindi non è affatto casuale;
- ma soprattutto,nonostante la selezione naturale,non accadrà mai che il cavallo si trasformi in un ippopotamo o che la rosa diventi un tulipano!
Quanto alla comparsa della vita sulla Terra,cominciamo col dire che la scienza ha dimostrato che ogni essere vivente deriva da un altro essere vivente(con Francesco Redi nel XVII secolo,Lazzaro Spallanzani nel XVIII,e Louis Pasteur nel secolo scorso),quindi non è possibile che la vita nasca dalla materia inorganica.Ma questo è niente.
Vediamo come è composta la materia vivente:
essa è tutta fatta di proteine,veri e propri "mattoni" con cui è "costruito" ogni essere vivente(dai batteri,alle piante,agli animali,noi compresi).Ogni proteina è composta principalmente da una lunga serie di composti chimici(ma non-viventi!)detti aminoacidi che devono unirsi tra loro secondo una precisa successione logica.Il numero di aminoacidi esistenti in natura è di appena 20,ma alternandosi in successioni diverse possono formare milioni di proteine viventi l'una diversa dall'altra.Ricorrendo al calcolo fattoriale si sa che con appena 20 aminoacidi possono avere origine 2400 milioni di miliardi di proteine diverse,a seconda delle varie combinazioni.Ciò che è incredibile è che in natura queste enormi possibilità di combinazione sono sfruttate solo in minima parte e -straordinario!- solo in quelle precise successioni che danno origine ad esseri viventi!Gli evoluzionisti dicono che la vita(cioè la prima proteina)si sarebbe formata per puro caso nel cosiddetto "brodo primordiale",un ambiente acquatico saturo di metano,ammoniaca e idrogeno;l'energia dei raggi del sole o delle scariche dei fulmini avrebbe coagulato questi elementi dando vita agli aminoacidi e poi alla prima proteina.Nel 1953 lo scienziato Stanley Miller per dimostrare questa ipotesi fece un esperimento in cui riproduceva artificialmente il "brodo primordiale",e -apparente successo- dopo alcuni giorni vennero fuori alcuni aminoacidi.Il problema è che,come abbiamo già detto,gli aminoacidi sono composti chimici non-viventi!Quindi dal "brodo" non era venuta fuori la vita.Si sono ripetuti molti altri esperimenti analoghi,anche di recente con strumenti ancora più sofisticati,ma niente!La vita non è saltata fuori.In forza dell'evidenza si è riconosciuto che il caso può al massimo determinare la formazione di elementi chimici inorganici,ma non potrà mai ordinare la sequenza degli aminoacidi in modo tale da generare anche la più piccola proteina vivente!
Oltre all'esperimento di Miller vogliamo ricordare un altro episodio:nel 1954 l'American Scientific,rivista scientifica di fama mondiale,pubblica un articolo del premio Nobel George Wald,della Harvard University.Costui sostiene che la vita sia nata da una serie di reazioni accidentali;nel 1979 la stessa rivista ripubblica l'articolo di Wald con una ritrattazione:si afferma che lo scienziato si è sbagliato in quanto è dimostrato che una combinazione casuale di molecole non è in grado di dar luogo nemmeno alle più semplici forme di vita.Nel 1991 sempre l'American Scientific scrive che la formazione accidentale di un batterio può avvenire con la stessa probabilità che un Boeing 747 venga assemblato da un tornado che soffia in un deposito di rottami!
Inoltre i biologi hanno calcolato che il caso cieco,anche se avesse a disposizione tutti gli aminoacidi necessari,non riuscirebbe a formare una sola proteina nemmeno in 300 milardi di anni;e noi sappiamo che la Terra si è formata "solo" 4 miliardi di anni fa.Ma perchè?Ebbene la biologia dimostra che la sequenza in cui devono essere ordinati gli aminoacidi per dar vita ad una proteina,dipende e deriva da una programmazione intelligente che precede la proteina stessa.
Ma non è finita qui!La prova vera e propria del fatto che all'origine della vita c'è un'Intelligenza è offerta dal DNA.
Abbiamo detto che ogni organismo vivente è formato di proteine,le quali sono continuamente rinnovate all'interno delle cellule,incredibili laboratori microscopici.Dentro il nucleo delle cellule vi sono i cromosomi che sono presenti in un numero fisso e diversificato in ogni specie vivente:la mosca ne ha 6,la patata 48,l'uomo ne ha 46!E proprio questa differenza minima sul piano quantitativo,tra i cromosomi dell’uomo e quelli di animali e vegetali,denota la straordinaria importanza qualitativa della loro programmazione:se solo 2 cromosomi distinguono l’uomo dalla patata,è ovvio che ciò che conta davvero è la qualità e non la quantità,quindi la programmazione e non il numero!
Il cromosoma è formato da un doppio filamento avvolto a spirale,il DNA,sul quale è iscritta come su di un nastro magnetico,la programmazione che dirige la produzione di tutte le diverse proteine viventi.Tale programmazione è attuata da quattro "lettere" chimiche dette "basi",che collegano tra loro i due nastri di cui è composto il DNA a mò di scala a chiocciola;il bello è che queste quattro basi si combinano tra loro a gruppi di tre formando le cosiddette triplette.La successione programmata di centinaia di milioni di triplette lungo il nastro del DNA costituisce il patrimonio genetico di ogni vivente,che è chiamato genoma.
Il genoma è diviso in molte sezioni,i geni,che rappresentano i "piani costruttivi" di ogni proteina,la cui produzione avviene,quindi,dentro ciascuna cellula(dove è presente tutto il genoma al completo).Attraverso un complicatissimo procedimento che comprende il trasferimento dei dati genetici dal nastro del DNA al nastro dell'RNA,gli aminoacidi finiscono nel fitto reticolo dei ribosomi dai quali,finalmente,escono le proteine.Queste poi,andranno a rinnovare ogni parte del corpo(cervello,sangue,muscoli,ossa,ecc.).
Il professor Renato Dulbecco ha scritto:"Il primo principio della genetica dice che l'informazione è a senso unico:va sempre dal gene alla proteina e mai in direzione inversa".
La programmazione precede la proteina e non viceversa.
Dunque la vita non inizia per caso,ma grazie ad un progetto logico e intelligente che viene immesso nella materia dal suo Creatore.
Possiamo fare un ultimo esempio(anche se ce ne sarebbero molti altri) di quanto è strabiliante il corpo umano nella sua complessità e perfezione:non tutti sanno che dal fondo di ciascun nostro occhio escono,diretti al cervello,60 milioni di fili conduttori!! Il professor John Wilson,della Harvard University ha detto:"I fili conduttori che escono da una centrale telefonica,riuniti in cavi,possono essere alcune decine di migliaia.Bisognerebbe immaginare di riunire tutte insieme le
centrali telefoniche del mondo intero,per ottenere più o meno il numero di fili che fuoriescono da ciascun occhio della nostra testa".Tutto questo nei soli 2 millimetri e mezzo di ciascun nervo ottico!
Tutte le considerazioni fatte finora,mostrano in modo inequivocabile che ogni ambito della realtà cosmica è contrassegnato dall'ordine;un ordine perfetto che evidenzia come ogni processo naturale,ogni legge fisica,ogni meccanismo chimico,siano talmente complessi e finalizzati,da escludere nella maniera più assoluta che possano essere frutto del caso.Ciò che più colpisce è proprio che tutto questo si ponga in un rapporto di mezzo a fine per consentire e favorire(lo ribadiamo)la vita;ma non la vita in generale,bensì al di sopra di ogni altra,la vita dell'uomo!
Viviamo proprio in un universo che è stato fatto su misura per noi!A riguardo mi limito a ricordare che esistono due teorie che sostengono la straordinaria ragionevolezza a livello scientifico,dell'ipotesi dell'esistenza di una causa generatrice e ordinatrice dell'universo:
-la teoria del principio antropico
-la teoria del disegno intelligente
Entrambe le teorie si basano sul meccanismo dell'inferenza:adoperano una serie di deduzioni logiche derivanti da un insieme di dati scientifici per giungere alla conclusione più ragionevole:e cioè che all'origine del cosmo vi è una mente ordinatrice.Le osservazioni da cui partono le due teorie per giungere ad una simile conclusione riguardano proprio l'ordine strabiliante che caratterizza l'universo(anche a livello quantistico!Lo dico a quanti strumentalizzano il principio di indeterminazione),e il fatto che si sarebbe dovuto verificare un numero altamente improbabile di coincidenze(in ambito fisico)perchè il cosmo potesse ospitare vita intelligente.
A onor del vero dirò anche che Stephen Hawking ha recentemente affermato che le probabilità che da un Big-Bang nascesse un universo simile al nostro sono del 98%(quindi tutt'altro che basse!).Ma il bello è che:
1-anche quella di Hawking è una teoria,e soprattutto non smentisce le osservazioni alla base delle altre due teorie:e cioè che l'universo presenta caratteristiche indiscutibilmente finalizzate a favorire la sussistenza di vita intelligente.Questo è un dato di fatto;
2-tale teoria si riferisce alla nascita dell'universo e non alla comparsa della vita,che rimane in ogni caso inspiegata in una prospettiva "materialista".
- Critica al caso:considerazioni statistiche -
Sopra abbiamo riportato alcuni esempi per dimostrare l'incredibile improbabilità che l'azione del caso possa essere all'origine della vita.Ora riportiamo le considerazioni di vari scienziati per rendere ancora più evidente quanto già affermato.
-Il fisico A. Kastler,premio Nobel 1966,era ateo.Ciònonostante affermava:
"In un essere vivente troviamo un sistema infinitamente più complesso di una fabbrica automatica.Voler ammettere che il caso ha creato tale essere mi sembra assurdo.Se esiste un programma,non posso ammettere programma senza programmatore".
Parole di uno scienziato ateo!E il suo ateismo egli lo giustificava ammettendo la possibilità che il programmatore non fosse anche il creatore dell'universo,ma si limitasse a ordinare una materia già esistente(ipotesi già avanzata da Kant).
In realtà quest'ultima considerazione filosofica,poggia su basi fragilissime:infatti un ordinatore che agisca dall'interno per ordinare una materia preesistente,non giustifica l'ordine intrinseco che gli elementi della natura presentano!Vale a dire che la materia risulta finalizzata non solo per come sono coordinati gli elementi tra loro,ma anche per come sono ordinati al loro interno.Si pensi all'ordine cosmico:esso è possibile non solo grazie alle leggi fisiche che determinano il movimento dei corpi celesti,ma prima ancora perchè la materia stessa,nella sua struttura,presenta quelle proprietà fisico-chimiche fondamentali che rendono possibili le leggi fisiche!E tali proprietà intrinseche può averle determinate solo chi ha forgiato la materia,cioè il Creatore.Quindi non regge neanche un pò l'ipotesi di un programmatore contingente e calato in una realtà che si limita ad ordinare;mentre è molto più logico pensare ad un programmatore trascendente che si pone al di fuori della realtà da lui creata e ordinata.
-Lo scienziato ateo J. Rostand afferma:
"Disgraziatamente non riesco ad immaginare altro che il caso.Ma biologicamente sembra difficile spiegare anche un fiore mediante il caso".
-Fred Hoyle,astronomo e matematico(colui che teorizzò lo stato stazionario come possibile giustificazione dell'eternità dell'universo),afferma cose sconcertanti:
"E' davvero possibile che il caso abbia prodotto,nel brodo primordiale di cui si favoleggia,anche soltanto gli oltre 2000 enzimi necessari al funzionamento del corpo umano?
Basta una piccola serie di calcoli al computer per rendersi conto che la probabilità che questo sia avvenuto è pari alla probabilità di ottenere sempre 12,per 50000 volte di fila,gettando due dadi sul tavolo[...]E questo,ripeto,solo per gli enzimi,perchè l'improbabilità raggiunge livelli ben più pazzeschi se ci si allarga a tutte le innumerevoli condizioni necessarie alla vita:tutti "numeri" usciti dal cilindro del caso?Se si risponde sì,si esce dalla ragione".
-Il neurofisiologo J.C. Eccles,premio Nobel 1963,lancia una provocazione analoga a quella comparsa sulla rivista American Scientific(e che abbiamo riportato sopra):
"Supponiamo l'esistenza di un magazzino immenso di pezzi aeronautici,tutti nelle loro casse o sugli scaffali.Un edificio enorme,mettiamo di mille kilometri per lato.Arriva un ciclone che,per centomila anni,fa roteare e scontrare tra loro quei pezzi.
Quando finalmente si placa,dove c'era il magazzino c'è una serie di quadrimotori,già con le eliche che girano[...]
Ecco:stando proprio alla scienza,le probabilità che il caso abbia creato la vita sono più o meno quelle di quest'esempio.
Con un'aggravante,per giunta:da dove vengono i materiali di costruzione?".
E così abbiamo modo di riflettere anche sul fatto che il caso può agire sulla materia,ma non la presuppone!Il caso non spiega l'esistenza della materia...
-Concludiamo questa serie di citazioni con la più fantasiosa,e forse anche la più sconvolgente.Il biochimico molecolare Bucci si serve di questa similitudine per rendere l'idea di quanto sia assurdo considerare il caso e la materia come uniche basi all'origine della vita:
"Supponiamo che io vada in una grotta preistorica e vi trovi incisa su una parete una scritta,per esempio: - Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura chè la diritta via era smarrita - e io dica ai miei colleghi:in quella grotta a causa dell'erosione dell'acqua,della solidificazione dei carbonati e dell'azione del vento,si è prodotta per caso la prima frase della Divina Commedia.Non mi prenderebbero per matto?
Eppure non avrebbero nulla da ridire se dicessi loro che si è formata per caso la prima cellula vivente,che ha un contenuto di informazione equivalente a 5000 volte l'intera Divina Commedia".
E per chi volesse controbattere che l'ordine del cosmo non è poi così perfetto in quanto la natura stessa si rivolta contro l'uomo(pensiamo ai terremoti,gli uragani,le alluvioni;oppure che lo stesso sistema solare sarà spazzato via un giorno,quando il sole esploderà in una supernova),dico che la risposta ci è data sul piano teologico:la causa della sofferenza e della morte,che ha corrotto la natura e ha umiliato l'uomo,è tutta lì,nel peccato originale;con esso i progenitori dell'umanità hanno provocato la prima,vera Catastrofe(con la C maiuscola)della storia della Creazione!(ma questo argomento sarà sviluppato più avanti).
Inoltre l'esistenza del male non può essere impugnata come antitesi all'esistenza del finalismo.Il male in ogni sua forma,non sussiste da solo,ma si presenta come privazione di qualcosa:la malattia è privazione della salute,ad esempio.Ne deriva che il male non costituisce una negazione del finalismo,ma al contrario lo presuppone!Infatti rappresenta una perturbazione dell'ordine naturale,senza il quale non esisterebbe nemmeno(e a questo ragionamento si ricollega la teoria pascaliana del "re decaduto" che esponiamo nel post successivo).
Chiudo con una citazione;il grande scienziato Louis Pasteur amava ripetere ai suoi collaboratori:"Ricordatevi che un pò di scienza potrà allontanarvi da Dio,ma molta scienza vi ricondurrà a Lui ".
Riferimenti bibliografici:
- "L'esistenza di Dio" Giacomo Samek Lodovici
- Condizione esistenziale dell'uomo -
Il terzo argomento che possiamo portare a sostegno della nostra tesi è rappresentato dalla nostra stessa condizione.Infatti l'uomo,da quando è sulla Terra,ha sempre avvertito con grande intensità il bisogno di credere in qualcosa,o per meglio dire,Qualcuno,che sia più grande di lui,che sia la causa prima e il fine ultimo della sua esistenza.Sicuramente,dal punto di vista dell'efficacia questa è fra le tre,la prova più "debole",perchè il fatto che l'uomo avverta la necessità di affidarsi ad un Essere Superiore che rappresenti la vera ragione della sua vita,non dimostra,di per sè,che Costui esista.Nonostante ciò,non possiamo esimerci dal fare alcune importanti considerazioni in merito.
-Come anticipazione delle considerazioni filosofiche,voglio riportare una splendida pagina dello scrittore Eugenio Corti,dove sono sintetizzati con maestria la constatazione dello straordinario finalismo della natura,la costante tendenza dell'uomo a meravigliarsi dinanzi alle bellezze del Creato,il naturale slancio della ragione verso l'infinito.
Il brano descrive alcune farfalle osservate da una trincea:
"Ne venivano spesso,aleggiando,a posarsi sui bordi di terra smossa della nostra trincea,forse per suggerne l'umidità.Un pomeriggio ne arrivò una particolarmente bella:era nero-velluto,striata di fuoco,con macchie bianche.La mia attenzione fu attirata dalla leggiadria di quei colori,i quali -mi resi conto- non erano disposti a caso:anzi,anche un grande pittore,soltanto in un momento di particolare grazia avrebbe saputo comporli con tanta arte.
La considerai attento:quanto a lei,certo,non era così per propria scelta,non sapeva nemmeno di essere una farfalla,non se ne accorgeva.Nemmeno di esistere si accorgeva:esisteva e basta,e ferma sul bordo di terra della trincea,muoveva ritmica le ali,come uno che respiri nel sonno,inconsciamente lieta del miracolo grande dell'estate di cui faceva parte.Quando però,di lì a poco,ne comparve un'altra della stessa specie,la farfalla si alzò in volo e prese a volteggiarle intorno,mostrando si sarebbe detto con intenzione all'altra i propri colori,ostentandoli,nascondendoli,ostentandoli di nuovo con somma grazia,come una provetta attrice.
Insetto,concretamento di qualcosa che la trascendeva infinitamente,anche lei come noi.
Specchio -minimo,come il luccichio di un granello di sabbia al sole- della gioia e del colore che stanno nella mente di Dio.
Una farfalla,mi resi improvvisamente conto,basterebbe da sola a dimostrare l'esistenza di Dio"(tratto da "Gli ultimi soldati del re").
-Blaise Pascal è fra coloro che meglio hanno colto l'incredibile contraddizione della condizione umana;egli si riferisce all'uomo chiamandolo "giudice di tutte le cose e debole verme della terra,depositario della verità e cloaca d'incertezza e di errore,gloria e rifiuto dell'universo".L'uomo,un fragilissimo essere che però allo stesso tempo rappresenta la più alta forma di vita dell'universo;l'essere umano racchiude dentro la propria condizione questo irrisolvibile paradosso,e Pascal lo spiega attraverso la "dottrina della caduta":secondo il filosofo,fra tutte le religioni,l'unica vera è il Cristianesimo,poichè solo esso parlando di una caduta della specie umana da una primordiale situazione paradisiaca,riesce a spiegare pienamente la condizione esistenziale di quel "mostro incomprensibile" che è l'uomo.Infatti,che costui accolga in sè due opposti come la grandezza e la miseria o è una tragica assurdità,oppure è il segno che l'uomo non è come dovrebbe essere,in quanto privo di qualcosa che in un tempo lontano deve aver posseduto.Avendo perso,a causa del peccato originale,la Verità,il Bene e la Felicità,egli avverte la sofferenza della loro mancanza e l'anelito al loro riacquisto;e Pascal usa un'immagine molto bella per descrivere tale condizione:come un sovrano decaduto che in esilio conservi il ricordo degli antichi splendori,così l'uomo avverte la nostalgia della dignità regale che sente connaturata alla propria persona.Infatti se non avesse mai conosciuto la Verità,e non avesse mai posseduto la piena felicità,egli non ne avrebbe idea e non ne avvertirebbe la mancanza."Chi si sente infelice di non essere re,se non un re spodestato?"E' mai possibile che l'unica differenza tra l'uomo e l'animale sia che il primo sa di dover morire?E con questa domanda(retorica)ci avviamo all'altro aspetto della questione.
-"L'uomo è l'unico animale che arrossisce.O che ne ha bisogno".
Questo aforisma di Mark Twain evidenzia efficacemente l'immenso valore dei sentimenti nella vita dell'uomo.La straordinarietà dell'essere umano,nel panorama della natura,è testimoniata proprio dal fatto che egli possiede una forma di conoscenza che non è semplicemente istintiva come quella degli animali,ma è soprattutto intellettuale e quindi trascende la percezione e l'elaborazione meccanica dei dati sensoriali:l'uomo è in grado di conoscere realtà immateriali come la bellezza,la bontà o la cattiveria sul piano morale,e dalla loro comprensione riesce a trarre un'emozione.
La capacità emotiva costituisce un nucleo essenziale nella natura dell'essere umano,che non può essere ridotto ad una semplice conseguenza della sua razionalità!I sentimenti si collocano in una dimensione che va oltre quella materiale.Ciò è confermato dal fatto che l'uomo può essere influenzato dall'ambiente che lo circonda,ma trascende ogni tipo di condizionamento:mentre la nostra libertà esteriore può essere limitata e finanche annientata,la libertà interiore,quella che proviene dalla nostra volontà,è intangibile e può superare ogni costrizione esterna.
A questo punto possiamo osservare che tra volontà ed emotività corre una relazione strettissima,dalla quale nasce la nostra capacità affettiva,il saper "prendere a cuore" qualcosa.Da tutto ciò possiamo dedurre che l'uomo possiede una interiorità che travalica i meccanismi psico-fisici del suo corpo,un'anima che costituisce il centro unico dal quale scaturiscono tutti i suoi atti personali.
Insomma il "soffio vitale" che risiede in ciascun uomo,può ragionevolmente essere considerato di natura spirituale.
-Ricordiamo poi,che all'argomento della condizione esistenziale dell'uomo possiamo riallacciare alcune prove "secondarie",che hanno la funzione fondamentale di farci capire perchè la Mente creatrice che è all'origine di tutto debba necessariamente coincidere con il Dio cristiano:
1)Le prove storico-scientifiche:
-la storicità dei vangeli canonici
-il "mistero" della Sindone
2)Le prove storico-filosofiche:
-le opere di Gesù Cristo
-le prove della Resurrezione
3)Le prove soprannaturali:
-i miracoli
-gli esorcismi
Di tutti questi argomenti si parlerà più avanti.
Riferimenti bibliografici:
- "Protagonisti e testi della filosofia" Abbagnano, Fornero
- "Uomo: nè angelo, nè bestia" Paola Premoli De Marchi
Un'altra importantissima scoperta scientifica,di cui si parla poco,e che rappresenta un'ulteriore prova in favore della dottrina cristiana,è avvenuta nel 1987.Sappiamo bene che il Cristianesimo abbraccia l'assunto secondo cui l'intero genere umano discende da un'unica coppia primordiale:Adamo ed Eva.In termini scientifici si parla a riguardo,di monogenismo,in contrapposizione al poligenismo secondo cui invece,l'umanità discende da tante coppie primordiali.Già Pio XII,nell'Humani Generis del 1950 aveva avvertito che "i fedeli non possono abbracciare il poligenismo perchè contrario a quanto le Fonti della Rivelazione e gli atti del Magistero della Chiesa ci insegnano circa il peccato originale".Il papa fu profetico:solo 3 anni dopo,nel 1953,gli scienziati Watson e Crick scoprono il DNA,anche se bisognerà attendere il 1987 perchè arrivi la conferma che ci interessa.In quell'anno gli scienziati Mark Stoneking,Rebecca Cann e Allan Wilson,dopo approfonditi studi sul DNA mitocondriale,giungono alla sensazionale scoperta:riescono a ricostruire un'accurata filogenesi(cioè un vero e proprio albero genealogico)di tutta l'umanità;sono state eseguite analisi su campioni di DNA prelevati da centinaia di individui provenienti da tutti i continenti,e si è osservato che ogni essere umano,indipendentemente dalla sua origine geografica,possiede,relativamente,lo stesso patrimonio genetico:ciascuno di noi,cioè,possiede una piccola porzione di DNA che non cambia da individuo a individuo,e che testimonia la nostra discendenza da una sola mamma!La nostra antenata comune è stata battezzata dalla stessa comunità scientifica con il nome di Eva mitocondriale.
Questi eccezionali riscontri sono stati poi diffusi dalla rivista Le Scienze nel suo n.286 del giugno 1992;i professori Wilson e Cann dell'università di Berkeley hanno annunciato:"I confronti genetici del DNA mitocondriale,che viene trasmesso solo per via materna,depongono a favore del fatto che tutta l'umanità attuale possa essere ricondotta per ascendenza materna a una sola donna che visse probabilmente in Africa circa 200000 anni fa.L'umanità moderna apparve in un unico luogo e da lì si propagò".La stessa rivista ha pubblicato in seguito gli studi di altri scienziati non solo americani,ma anche giapponesi che sono pervenuti a risultati analoghi.
In questo stesso studio è impegnato anche il genetista nostrano Luigi Cavalli-Sforza e il suo gruppo della Stanford University,e anch'essi sono giunti alle stesse conclusioni.
Ovviamente,se c'è una mamma comune dev'esserci anche il papà comune(per quanto riguarda le evidenze osservative).E infatti c'è!Ed è stato battezzato Adamo Y-cromosomale,sulla base del cromosoma y che si trasmette solo per via paterna e unicamente ai maschi.Le stesse tecniche di studio impiegate per risalire ad Eva,sono state applicate anche in questo caso,e i risultati sono stati gli stessi.
Ora però,c'è da fare un'importantissima precisazione!
Navigando in rete,per fare ricerche sull'argomento,mi sono reso conto che la stragrande maggioranza dei siti,attesta che il nostro Adamo Y-cromosomale sarebbe vissuto circa 75000 anni fa!Recenti studi hanno abbassato di molto l'età di Eva(ricorderete che Wilson e Cann la riconducevano a 200000 anni fa),fino a giungere alla data più probabile che si aggira intorno ai 150000 anni fa.Nonostante tutto però,lo scarto temporale tra marito e moglie rimane un tantinello esagerato!Allora come si spiega?Possibile che Adamo non abbia mai incontrato Eva?
Molti avvocati del diavolo hanno esultato e sono subito giunti alla conclusione che gli studi attestano una realtà molto improbabile,e che in realtà dovevano esistere altri esemplari della nostra specie.
Ma il ricercatore che vuole essere onesto intellettualmente deve prima confrontare la propria tesi con TUTTE le altre esistenti in merito all'argomento,e solo dopo,se la propria risulta la più attendibile,può gridare vittoria...
Ovviamente,per i nostri avvocati del diavolo,non è questo il caso.Ebbene,la risposta ce la fornisce il professor Alberto Piazza in una intervista rilasciata alla giornalista Letizia Gabaglio e pubblicata il 10 novembre 2000,e che è reperibile sul sito galileonet.it.Si badi che i dati cronologici sopra riportati,erano stati diffusi dagli stessi genetisti che avevano eseguito gli studi,fra cui lo stesso Piazza,il quale infatti ha collaborato con il sopracitato Cavalli-Sforza.Allora gli è stato chiesto di spiegare il significato di un simile risultato;il professor Piazza ha subito precisato:"Si tratta ovviamente,di un'immagine sbagliata.E' infatti impossibile che sia comparsa prima la donna e poi l'uomo,perchè mai la specie umana è andata avanti autofecondandosi o riproducendosi per partenogenesi".
E allora come si spiega il buco di circa 70000 anni?
Il professore non ha dubbi:"I casi sono tre.Potrebbe darsi che una delle due misurazioni sia sbagliata.Oppure potrebbe dipendere dal fatto che il tasso di evoluzione del cromosoma Y è più lento di quello del mitocondrio e quindi sbagliamo la misura perchè utilizziamo una scala non adeguata.O ancora,come io credo,le caratteristiche genetiche dell'homo si sono sviluppate più di 100000 anni fa e quindi la datazione della linea materna è corretta e indica la comparsa dell'homo moderno.Quando invece analizziamo il cromosoma Y,in realtà stabiliamo l'inizio dell'"Out of Africa",il momento in cui l'homo lasciò l'Africa e iniziò a colonizzare il resto del pianeta.[...]Tutto il nostro gruppo di ricerca è convinto della tesi dell'Out of Africa,e la datazione del cromosoma Y rafforza questa convinzione.[...]La migrazione ha portato un cambiamento importante anche nel patrimonio genetico,poichè ci si sposta in piccoli gruppi e più è piccola la popolazione più veloce è il mutamento".
La spiegazione è chiarissima:il gap temporale che risulta dai riscontri genetici è dovuto ad una diversa evoluzione subita dal cromosoma Y rispetto al mitocondrio,e che è il risultato della migrazione dei nostri avi dal continente africano;infatti lo studio del DNA conferma che le diverse razze non sono altro che la conseguenza dell'adattamento del genoma alle condizioni climatiche del luogo in cui l'uomo si è stabilito dopo la migrazione,ma anche ai diversi tipi di dieta ecc.
Queste considerazioni,oltre a confermare la tesi del monogenismo,hanno,di riflesso,altri due importanti meriti:
1-Viene confutato l'assunto che vorrebbe l'umanità moderna discendente dell'uomo di Neanderthal.
2-Abbiamo la conferma scientifica che il razzismo è un'idiozia,in quanto non esiste,da un punto di vista genetico,il concetto di "razza":infatti ogni gruppo umano,al suo interno,presenta rilevanti eterogeneità genetiche,cioè evidenti differenze strutturali del DNA che impediscono di classificare quel gruppo come "razza";allo stesso tempo,come abbiamo detto prima,un individuo che vive in Sud-Africa presenta particolari affinità genetiche,con un altro che vive in Norvegia,il che testimonia la nostra "fratellanza biologica".
Per concludere,riporto uno stralcio di un articolo del Corriere della Sera del 15-11-2005:"Tutti gli abitanti del pianeta Terra discendono da un uomo e una donna vissuti tra 180 e 200000 anni fa in una valle dell'Etiopia.Due individui realmente esistiti che hanno dato vita alla specie Homo Sapiens Sapiens,cioè a tutti noi,indipendentemente dal colore della pelle.I resti ossei rinvenuti suggeriscono che il loro aspetto fosse praticamente identico a quello degli attuali Etiopi[...]"
E questo ci fa anche capire che non è affatto detto che l'uomo primitivo avesse tratti somatici scimmieschi.